Con la parola outing si intende la dichiarazione, fatta da terzi, della omosessualita’ di un soggetto. Non una rivelazione spontanea quindi, ma una delazione fatta da persona informata dei fatti alla stampa e ai media principali.
Negli Stati uniti e, in generale, nei paesi anglosassoni ( più ‘realisticamente’ e meno moralisticamente evoluti ) le escort e gli escort operano più o meno esplicitamente sul mercato, forti di un’implicita tolleranza da parte della società. Questo ha reso la categoria delle escort economicamente forte, in grado di suscitare un reale timore reverenziale. Salvo casi eccezionali ed ‘esemplari’ (in particolar modo quando una escort si avvicina, suo malgrado, a segreti che non è autorizzata a conoscere) le accompagnatrici sono in grado, durante la carriera, di operare tranquillamente anche ad altissimi livelli: star del cinema, dello sport, politici.
Le confessioni di una escort americana di buon livello pertanto valgono milioni di dollari, fanno audience, sono da sole in grado di far saltare un’intera classe politica, o annebbiare la sfavillante immagine di un attore di successo.

In Italia è diverso, un po’ per il carattere puramente omertoso radicato nell’animo peninsulare, un po’ perchè l’attività di escorting è da più di trent’anni relegata ad un confine molto sottile che separa legalità dall’illegalità e questo ha reso le/gli accompagnatori molto meno potenti dal punto di vista economico.
Si conosce di attori di spettacolo, conduttori, cantanti, sportivi di cui nel corso degli anni è stata rivelata l’omosessualità da gigolò di basso profilo, ma questi outing sono stati quasi immediatamente sotterrati e nel breve termine dimenticati.
Estendendo il termine “outing” a “tutto ciò di intimo e scomodo che una escort arriva a sapere del suo cliente” (e ci rendiamo conto che l’uso di questo termine è forzato ed erroneo, ma permetteteci la licenza), fa davvero paura l’eventuale outing di una escort.
Nella sua vita lavorativa è molto facile che una escort sieda di fianco ad un politico influente, su un tavolo in cui magari si stanno decidendo le sorti del Paese, oppure che riceva le confessioni proibite di un cliente importante, oppure che venga più o meno volontariamente a conoscenza di dettagli familiari, sessuali, professionali scottanti di un cliente.
Anche in Italia quindi, in linea di principio, le confessioni di una escort sarebbero in grado di sollevare un gran polverone. Però non capita, e se capitasse tutto verrebbe accolto con indifferenza se non goliardia (qualcuno ricorda se negli anni 80 un solo personaggio pubblico ha perso il sonno in seguito alle dichiarazioni delle varie protette di Riccardo Schicchi? No, neanche uno.)
In generale, comunque, le escort Roma, le escort Milano e le escort italiane, anche in adempimento di leggi sulla privacy davvero efficaci a differenza dei paesi anglosassoni, firmano un patto implicito di assoluta segretezza con il cliente. Una sorta di segreto professionale simile ad avvocati e sacerdoti, pressoché inscalfibile.
Le escort inoltre sanno che se tradissero questo implicito accordo, sarebbe ben difficile da quel momento riuscire a lavorare in suolo italico. E se consideriamo che eventuali outing sarebbero pagati davvero poco dal magazine di turno, è pacifico che una escort in Italia abbia ben più di un motivo per tenere la bocca chiusa, in qualsiasi caso.

