Grande risonanza ha avuto una battaglia legale condotta dal titolare di un noto sito di annunci pubblicitari di escort e di accompagnatrici in Italia.
Il titolare del sito era stato condannato in primo grado a due anni di carcere, ridotti in appello ad un anno. Il tutto corredato da un anno di arresti domiciliari. Ma il pronto ricorso in Cassazione, ha dato ragione all’imprenditore friulano.
Il 12 Gennaio 2012, la Corte di Cassazione di Roma, con sentenza numero 4443, ha assolto pienamente l’imputato perchè il “fatto non sussiste”, stabilendo che chiunque si occupi della mera pubblicazione di annunci pubblicitari on line di hostess, escort e di accompagnatrici, non commette alcun tipo di reato qualora si limiti alla sola pubblicazione dell’annuncio, senza occuparsi di attività accessorie come la realizzazione del book fotografico o quando si aggiunga a questo una cooperazione tra il soggetto che pubblica l’annuncio e la escort.

Come sostenuto dalla difesa dell’imprenditore, questa sentenza della Cassazione sancisce una grande vittoria per le donne e per la loro libertà.
“In Italia la prostituzione non è vietata. Ma se le donne che la esercitano non possono autogestirsi, è giocoforza che si rimettano nelle mani della criminalità organizzata. Sulla base di questo assunto, in favore della dignità delle donne, la difesa del titolare del noto sito di escort ha ottenuto una grande vittoria!!!”
Ora chiederà i danni ed un congruo risarcimento anche per l’ingiusta detenzione.
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