La discriminazione in Italia, come del resto in moltri altri paesi nel mondo, rappresenta ancora una grande barriera, un enorme limite che a volte sembra davvero insuperabile.
Eppure, nel 2012, le scelte personali di ogni singola persona, dovrebbero essere accettate a prescindere, senza nessun giudizio ostativo e senza nessuna critica.
Ma non è così. L’ultimo episodio in ordine di tempo, è accaduto a Verbano Cusio Ossola, dove un dipendente della Provincia è stato licenziato perchè esercita, fuori dai suoi orari di lavoro, l’attività di escort gay.
La Provincia piemontese ha scoperto una e-mail anonima indirizzata al dipendente nella quale si intuiva che il protagonista svolgesse parallelamente anche la attività di escort gay.
La direzione generale della Provincia ha emesso subito un provvedimento di licenziamento immediato nei confronti del Suo addetto sostenendo che il regolamento firmato all’atto della assunzione, vieta lo svolgimento di qualsiasi altra attività lavorativa, anche se esercitata al di furi degli orari di lavoro.

Il dipendente si è rivolto subito al Garante della privacy in Italia, che gli ha dato prontamente ragione, per evitare la diffusione ulteriore di alcuni Suoi dati sensibili, per l’appunto il Suo orientamnento sessuale.
Fatto questo, ha annunciato di rivolgersi anche al Tribunale del Lavoro per ottenere la revoca del Suo licenziamento.
Non entriamo nel merito di questa vicenda ma siamo convinti che, ancora una volta, la discriminazione a qualsiasi livello sia davvero deprecabile.



